Strani e curiosi nomi di cui non si riesce a comprenderne logica e significato qui svelati e dettagliatamente spiegati; spesso sono giochi di parole senza alcun significato o riferimento a cose e persone.
Chi attrezza vie ha "l'onore" e la possibilità di battezzare la sua creatura come meglio crede, ogni chiodatore ha, solitamente, un proprio stile nel farlo; c'è chi si ispira prevalentemente a titoli di brani musicali, chi a titoli di libri, chi si inventa tutto di sana pianta senza nessun riferimento, chi si fa ispirare dalla via stessa dopo averla attrezzata o scalata, etc…


Io personalmente, quale francofilo e fantasioso, tendo a battezzare le mie creature con nomi francesi di fantasia ispirati dalla conformazione geologica della via; spesso durante la vita quotidiana, mentre lavoro o guido o altro, sono colto da lampi di "genio" che mi danno consiglio sui nomi per le vie, e scrivo…


Magari poi a distanza di mesi o anni utilizzo questi nomi adeguandoli come meglio credo alle vie che sto chiodando.


Nel mio stile sta anche giocare con i titoli di libri cambiandone una o più parole o creando simpatiche parodie…spero gli autori non ne abbiano a male.


Un esempio eclatante è "Metamorfosi del movimento", l'evidente tetto che ho attrezzato al settore Antri Rossi di Bric Scimarco.
Il titolo originale è "La metamorfosi del tempo" che ho poi adattato alla nostra disciplina sportiva pensando che bene si adattasse a questo tipo di via in quanto, il tiro parte su muro verticale a buone prese per poi divenire un tetto e ritornare muro ma a piccole prese, per cui, una metamorfosi del movimento arrampicatorio… un po' contorto ma non fa una grinza!


Quando proprio in testa non si accende nessuna stupida lampadina, entro in biblioteca e giro per gli scaffali sembrando quasi alla ricerca del prossimo ed ennesimo libro da leggere ma, invece, il mio sguardo è attento ad un titolo nuovo da utilizzare e sconvolgere. Devo ammettere che ho solo un difetto, anzi due: non mi ricordo mai gli autori ed i libri non li leggo quasi mai, fortuna che le biblioteche sono a gratis!


Anche i nomi delle falesie seguono lo stesso identico criterio ed anche in questo caso ognuno ha il proprio stile.


C'è chi battezza le falesie "a tema" per cui, poi, tutti i nomi delle vie contenute in essa vengono relazionate in base a questa.
C'è chi invece tende a battezzarle semplicemente con il nome del luogo o per il tipo di conformazione rocciosa.
C'è chi invece, con incredibili elucubrazioni mentali, riesce a battezzarle con nomi di fantasia che, in realtà, hanno una storia, ma hanno bisogno di molte e divertenti righe per essere "spiegate"…
Una per tutte è la "Placca dei maleducati" ma, per saperne di più, se siete davvero incuriositi da nomi di cui non avete mai capito il significato o per cui avete sempre pensato ad un errore di stampa e ad una fase di analfabetismo da ritorno, fatevi una cultura leggendo il seguito di questo articolo… magari non troppo intensamente, rischiereste di entrare in un tunnel per uscirne completamente rintronati… buon divertimento!


p.s. Qui di seguito troverete elencate vie attrezzate da me e/o da altri chiodatori. 



con simpatia, Marco"Thomas"Tomassini                                                                                   








Mug (Finale L.- Rocca di Corno-Settore Zona Rossa):
E' l'abbreviazione della parola in dialetto genovese "Mugugnun" che sta ad indicare l'attitudine di chi tende a lamentarsi continuamente.


Rombo di vento (Finale L.- Rocca di Corno-Settore Zona Rossa):
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, questo nome non è stato dato in relazione al rumore che produce il vento ma al nome di uno strumento di misura per la nautica.
La via è stata battezzata da Bruno Magioncalda (uno dei chiodatori) il quale, stupito e meravigliato in fase di calata da un tiro così strapiombante, lungo e bello esordì con una frase del tipo…belin Maurino (riferito a Mauro Carena), chi te ghe vö u rumbu de ventu pe capì dundanà…!
Traduzione: accidenti Maurino, qui necessita uno strumento da nautica tipo il rombo di vento per capire dove andare…!


Branco (Finale L.- Rocca di Corno-Settore Zona Rossa):
E' semplicemente il nome del cagnolino di Mauro ed Elena Carena.


In laterale (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Parola che Gino Pittaluga utilizzava soventemente prima che io la facessi divenire un tormentone.
La si utilizzava per indicare la posizione da prendere con il corpo quando si arrampica in strapiombo.
Dopo aver tormentato tutti gli allievi dei corsi U.I.S.P. lega-Montagna di Genova con questo…in laterale, loro hanno fatto altrettanto con "Pitta" il quale ha definitivamente smesso di utilizzare quel termine…ed anche molti altri! 


Raopelao (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Pare che un ex collega di Gino (Pitta) Pittaluga durante un soggiorno in paesi tropicali, e nelle ore notturne, abbia avuto un incontro diretto con uno strano animale dal nome appunto "Raopelao".
Per parecchio tempo cercato su libri ed enciclopedie senza alcun risultato, si sa solo dal racconto di quest'individuo che, l'esemplare in questione, ha una statura di mt. 1,60 e due occhi grandi così che se li illumini di notte coi fari, ti spaventa…!


Via-agra (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Gioco di parole molto sciocco e scontato, era il periodo del boom di questo "farmaco" in Italia e se ne sentiva parlare continuamente.


Les degaines (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Questa si che è curiosa…les degaines è una frase in lingua francese che sta ad indicare i nostri "rinvii" (fettuccia + 2 moschettoni).
Ma quel che è più curioso è l'etimologia della parola.
Degainner è l'atto di sfoderare la pistola dalla fondina, ed il gesto di  sfilare i rinvii dal porta materiale dell'imbrago è molto simile a questo; ecco perché i francesi hanno battezzato i nostri rinvii…degaines (sarà che io sono francofilo, ma questi francesi sono proprio geniali!)


Paciocca (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Altro tormentone per "Pitta", questo viene utilizzato nel campo degli sport invernali quali sci, snow-board, etc…
La parola ha questa volta un'origine dialettale e nella fattispecie genovese.
Per farla breve, quando la neve si bagna a causa della pioggia o altro, prende una consistenza molliccia che, in "Pittesco", viene definita appunto…  Paciocca!


E dai, vieni! (falesia di Pietragrande-Genova Bolzaneto):
Questa volta il tormentone è per una ex allieva dei corsi U.I.S.P. che soleva invitare gli amici ad arrampicare con quella frase.
Naturalmente "Pitta" si è rifatto di anni di tormentoni tormentando, assieme comunque a tutti gli altri, questa povera ragazza che ha ovviamente ben presto smesso di utilizzare questa frase.  


Pau…Rosy movimenti (Finale L. - Falesia di Camelot 1):
Gioco di parole, Rosy Pau è una mia amica arrampicatrice ed il gioco di parole mi sembrava simpatico…Rosy Pau / Pau Rosy…movimenti!


Pulciolina (Finale L. - Rocca di Perti, Parete delle Gemme):
…cosa si è costretti a fare alle volte per farsi aiutare! Costretto a battezzare questa bella via con un nomignolo alquanto sdolcinato della moglie di colui che mi ha aiutato nel chiodare questo tiro…è stato un baratto un po' sconveniente…scherzo, ma non è comunque il genere di nomi che sono solito a mettere.


Ah…shiftare (Finale L. - Rocca di Perti, Placca Piotti  Settore Destro [Tic Tac]):
Pare che una mia amica (Raffaella) trovasse molto piacevole premere il tasto dello "shift" sulla tastiera del suo PC…
Foto archivio Marco (Thomas) Tomassini