NOLI
Sede di un antico insediamento Ligure, fu compresa nel municipio romano di Vada Sabazia. Recenti scoperte hanno retrodatato la vocazione marittima di Noli, (favorita dalla rada protetta da Ponente), con il ritrovamento di un molo di attracco riconducibile all'età romana.
E' rimasta esclusa dalla grande viabilità romana medievale e moderna, sino al 1837, anno in cui fu aperto il traforo di Capo Noli ( anno di apertura della strada Litoranea).
Nel medioevo fu base bizantina (il suo nome deriva probabilmente da Neapolis, la "Nuova Città). Sotto l'egemonia bizantina, Noli (con Varigotti) diventò perno della difesa dell'egemonia marittima, costituendo con Noli una piazzaforte della "Maritima Italorum". Un castello bizantino fu posto a punta Crena, a guardia dello scalo marittimo di Varigotti e Noli.
Alcuni documenti ufficiali del XI secolo la riportano con il nome di Naboli. Divenuta dominio dei Longobardi che la distrussero nel 641 e completamente ricostruita vicino al mare. Fu dominio anche dei Franchi.
Divenuta in seguito un importante centro marinaro, partecipò nel 1097 alla prima crociata ricevendo privilegi politici, ma soprattutto commerciali, dal re di Gerusalemme Baldovino I, dal signore feudatario Boemondo I d'Antiochia e da Tancredi di Sicilia. In seguito diverrà possesso di Bonifacio del Vasto.
Fu costituita diocesi a sé, in mezzo alla diocesi di Savona, alla quale oggi è riunita.
Dopo la costituzione in libero comune nel 1187, fu feudo di Enrico II Del Carretto (detto il Guercio) nel 1193 fino alla costituzione in libera Repubblica indipendente (dichiarandosi la quinta delle Repubbliche Marinare italiane). Con l'acquisizione dello Status di Liberi Comuni da parte di Savona e Noli, appoggiate e sostenute da Genova (1193-1198), Enrico II, marchese di Savona e figlio del Werth, perse, oltre al controllo su questi Comuni, anche quello della loro viabilità soprattutto per i collegamenti con l'interno attraverso i valichi di S. Giacomo ed Altare, particolarmente importanti, sia per ragioni di ordine commerciale che militare. "Noli, dal momento in cui divenne libero comune, prese pieno dominio sulla viabilità che valicava il giogo di S. Giacomo attraverso due principali itinerari: con la strada per Voze e Vezzi controllava il versante di Spotorno mentre, con l'itinerario diretto su Orco, teneva a bada Finale".
La Repubblica di Noli strinse importanti alleanze con la Repubblica di Genova nel 1202, combattendo assieme Pisa per la supremazia commerciale nel mar Tirreno e contro Venezia per i traffici marinari nel Medio Oriente. Per dimostrare fedeltà alla alleata Genova, adottò una bandiera simile, con colori invertiti. Genova la ricambiò col titolo di "Fedelissima".
Stretta tra il comune di Savona e Finale Ligure, si dotò di ulteriori fortificazioni e di oltre settanta torri cittadine chiudendo il borgo in una cinta muraria. L'adesione alla posizione guelfa favorì, nel 1239, la costituzione di una sua diocesi e le fu riconosciuto il titolo di città.
ALCUNI EPISODI DELLE CONVULSE FASI NEL BASSO MEDIOEVO
Il 23 novembre 1192 il marchese Ottone cedette ai consoli di Savona il castello, la Curia e la Villa di Quiliano, inserendo nella vendita anche il luogo di Vezzi. E' probabile che questi luoghi fossero già una sola entità feudale.
Prima rivali commercialmente, ed in seguito liberi Comuni, Savona e Noli entrarono in pieno contrasto proprio per il controllo della viabilità per l'entroterra. Il 10 agosto 1192 Noli acquistò dal marchese Enrico II metà del Segno e del suo territorio, legando con una clausola rogata in altro atto lo stesso giorno, anche la prelazione sull'altra metà. Fu questa vendita a convincere i Savonesi all'acquisto di Quiliano e Vezzi. Iniziarono una serie di scontri che terminarono quasi tre secoli dopo, quando Genova inglobò tutti questi luoghi, escluso il Marchesato di Finale. Tra gli episodi più importanti, riportati dalle cronache dell'epoca, annoto i seguenti:
-nel 1198 i Nolesi tentarono un colpo di mano per il castello del Segno che non ebbe buon fine. Si voleva approfittare di una processione religiosa, come cavallo di Troia, per fare entrare degli armati dentro il castello. (..li Nolesi si erano adunati in Spotorno con stratagemma di visitare la chiesa di Santa Maria…).
-Nel 1222 avvenne un altro tentativo di invasione (…li nolesi spesso uscivan da' suoi confini per molestar questo contado…).
-Nel 1241 il marchese Jacopo di Finaro (…ripigliò il Castello del Segno…). -Nel 1263 il nobile genovese Nicolò Cigala restituì al Comune di Savona la terra di "Vezi" dopo che la aveva "occupata".
-Nel 1364 Carlo Quarto Imperatore …con nuova investitura conferma Savona nel dominio di se, e delle Terre, e Ville di Vado, Segno e Quiliano, e di niun vigore le molestie, & attentati fatti dai Marchesi del Carretto….
-Nel 1378 i Nolesi invasero ancora il Segno, (… dopo che questa Terra s'alienò da questo comune (Savona), per non pagare la gabella della testa…).
-Ancora scontri per Segno nel 1395, per una rivolta del contado, probabilmente sobillata, contro il Comune di Savona.
Enrico II iniziò ad acquistare alcuni territori nella diocesi ingauna. Il figlio Giacomo, che gli succedette nel 1239, coinvolto nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, conquistò Pietra, Noli e Segno. La sconfitta e la morte, però, dell'Imperatore (Federico II), costrinsero il Marchese alla pace ed alla restituzione dei territori. Dopo il '300 ripresero le dispute tra Guelfi e Ghibellini, ed i Marchesi ne approfittarono per cercare di rafforzarsi nell'Albenganese. Nel 1341 Giorgio assediò Albenga, saccheggiandone il contado e provocando le ire di Genova. La Repubblica, per ritorsione, distrusse il castello di Varigotti e ne danneggiò il porto. Nel 1377 i Marchesi attaccarono nuovamente Albenga, Noli e Castelfranco. Galeotto riuscì, dopo il 1420, ad ottenere l'amministrazione di Pietra, Rezzo, Giustenice e Tirano, appoggiato dagli Sforza, che sostennero le pretese carrettesche e tollerarono alcune occupazioni. Si arrivò, quindi, alla "guerra del Finale", con Genova che conquistò Finalborgo e Castel Gavone, senza tuttavia riuscire a mantenerla.
Ripresero le velleità carrettesche: il marchese Galeotto II occupò persino Noli dal 1478 al 1487 sino a quando, per motivi politici, gli Sforza stessi gli imposero la sua restituzione alla Repubblica.
La Repubblica di Noli, insieme al Finalese, nel XVIII secolo divenne oggetto delle mire espansionistiche dei Savoia, ma riuscì a rimanere alleata della Repubblica di Genova. Subì un bombardamento navale da parte della flotta inglese nel 1795. Occupata dalle truppe rivoluzionarie Francesi nel 1797, firmò quindi la nuova costituzione che decretò la fine della repubblica seguendone da allora le sorti della Repubblica Ligure, fino all'ingresso nel Regno di Sardegna.
Testo di Giuseppe (Pino) Testa